giovedì 16 gennaio 2014

Flame futili e senza un senso.


Succede spesso di incontrare gente che adora rompere le scatole dicendo cose senza senso. Se poi quella gente ha voglia di litigare, presentandosi da voi con la convinzione di avere ragione, beh... lasciate perdere.
Ignorate, perché rispondere non servirà a niente.
 


Fu così che, alcuni mesi fa, un flame si accese proprio per questo motivo - andando poi avanti per altre vie che non starò a raccontarvi.
Successe che una certa Lizzie Sora si infilò in un gruppo solo per far sapere che era indignata, furiosa, offesa, in quanto - in questo gruppo - era stata messa una sua opinione inerente un determinato contest.
Come spiegato da chi amministrava il gruppo - me, solo per fare un esempio pratico - si era evitato di nominarla, così che nessuno andasse a dirle qualcosa o altro (definiamola tutela della privacy); inoltre, si era detto che era possibile commentare tale opinione, dato che essa era stata inserita nelle note di una sua storia, ergo era pubblica e perfettamente commentabile altrove.
Non ci sono stati commenti a questa opinione - legittima, per carità - ma solo risposte inerenti la qualità dei contest, non critiche a quanto detto da Lizzie Sora (non era quello che ci interessava).
Invece niente. Malgrado l'evidenza, la signora pensò di essere stata insultata, denigrata, sputtanata davanti all'universo di EFP cosa che invece non fregava a nessuno, ma sorvoliamo
Gridò che avremmo dovuto parlarne con lei, dire a lei cosa pensavamo, non volendo nemmeno capire che nessuno aveva commentato la sua opinione, puntando l'attenzione sul tema dei contest. 
Cercammo di ragionarci, di essere gentili.
Intervenne persino chi non si era interessato all'argomento, tentando di parlare pacificamente e ricevendo in risposta frasi persino offensive nei toni, evidenziando la scarsa capacità di Lizzie nel discutere tranquillamente col prossimo.
Alla fine della discussione Lizzie bloccò alcuni membri del gruppo su Facebook (perfino quelli che proprio non erano intervenuti) e, nel frattempo, fece una visita alla mia pagina ufficiale, tentando di proseguire la discussione e ricevendo in risposta cose già dette. 
Quello che più ha lasciato allibiti tutti è il fatto che tale persona se ne sia uscita con un clamoroso: “Si tratta di plagio! Non potete copiare la mia opinione al di fuori di EFP, è una violazione del mio copyright.”
Una roba talmente psichedelica che ancora ci stiamo a chiedere come sia riuscita a fare un ragionamento tanto stupido, soprattutto perché la sua opinione era in realtà un estratto proveniente dal suo blog, una versione tra l'altro censurata e priva degli insulti alla giudice del contest di cui parlava in tale post (“Stronzetta” è uno dei termini non presenti su EFP, - forse perché ciò le avrebbe causato un ban infinito da parte dell'amministrazione e una pedata nel culo che non si sarebbe scordata mai? Così, tanto per ipotizzare).
Mi chiedo ancora oggi con che faccia abbia creduto di avere il diritto di flammare in quel modo, ben sapendo di aver sputtanato pubblicamente nel suo blog tale giudice, insultandola senza rimorso (e senza avvertirla) e rincarando poi la dose offendendosi per il fatto che la giudice l'abbia insultata in quel di Facebook (così parrebbe), quindi nel proprio profilo privato (Lizzie ha spie ovunque?), quindi non pubblicamente ma per i fattacci propri. 
Sì, Lizzie si è offesa perché è stata insultata privatamente.
La giudice avrebbe dovuto farlo pubblicamente, capite?
Ecco.

Quando si dice “Fuck Logic”...



Piccola nota: mi sono limitata a raccontare una cosa accaduta pubblicamente, con tanto di screen che hanno navigato per quel di facebook e carinissimi riassunti mandati su spotted efp: flame edition.

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