giovedì 10 luglio 2014

Recensione Time!
Sì, signore e signori, visto che il blog è un po' morto (e io sto scappando dallo studio) ho deciso di condividere con voi le mie recensioni a libri, ma anche altro eh, che ho letto :)

Partiamo con "La Lettera Scarlatta" di Nathaniel Hawthorne.

Allora, se devo essere sincera ho scelto questo libro poiché, avendo visto uno dei tanti film fatti sul romanzo, mi era parso interessante, ma non avevo mai trovato l'occasione per iniziarlo.
Purtroppo l'ho odiato, ma proprio tanto! Del tipo che avrei preferito ripassare per l'esame, e credo che questo sia già un buon modo per far capire quanto non mi sia piaciuto.
Comunque, sono riuscita a finirlo, e penso sia considerabile come un traguardo già di per sé.
Essenzialmente il libro parla di una donna che ha commesso adulterio e, secondo la legge puritana, viene condannata all'umiliazione pubblica con una "A" rossa ricamata sul corpetto, e di tutto quello che ne consegue per la donna e chi le sta attorno.
Ma andiamo al punto, i motivi per cui non mi è piaciuto sono essenzialmente due: il narratore e i personaggi. Il narratore è esterno, onnisciente e troppo presente. So che, senza di lui, non sarei riuscita a sviscerare i personaggi nella stessa maniera, ma allo stesso tempo questo tipo di narratore, che in altri libri sono anche riuscita ad apprezzare, perché comunque lasciava spazio al lettore, qui non mi è piaciuto per nulla.
Dice TUTTO, non lasciando alcuno spazio all'inventiva o all'immaginazione di chi legge.
Ma il punto debole di questo libro sono i personaggi. Neanche gli alieni venuti da una galassia lontana potrebbero sembrarmi più distanti di questi personaggi, non riuscivo minimanente a connettermi con loro, li ho trovati assolutamente inconcepibili. Per me il loro modo di vedere le cose era quanto di più astratto ci potesse essere, e questo non mi è piaciuto per niente. Lo so che dipende dal periodo storico, ma sinceramente, sono terribili.
Non mi è piaciuta la protagonista, che vede la figlia nata dalla relazione adulterina come una specie di folletto malvagio, non mi è piaciuto il suo amante, che non posso dire chi è perché non si scopre subito, ma che era una specie di uomo zerbino senza nessun tipo di forza interiore. Non mi è piaciuto neanche il "cattivo" poiché, in realtà, mi è praticamente sconosciuto.
Questo libro, pur essendo considerato un capolavoro, mi ha lasciato solo una maggiore consapevolezza delle leggi puritane e una citazione, che metterò in chiusura, che mi è piaciuta moltissimo, ma, per il resto, non ha lasciato granché, proprio per il fatto che il narratore impedisce un vero contatto con i personaggi, tanto che tu stai lì, vedi i loro istinti più reconditi, ma è come se li guardassi attraverso una lente annebbiata che non ti consente di vedere davvero.


La citazione che mi è rimasta impressa è "Tremino gli uomini che conquistano la mano di una donna, se non la conquistano insieme alla più profonda passione del suo cuore!"

E questa la considero una profonda verità.

lunedì 14 aprile 2014

Il Fanservice nel mondo virtuale


Uno dei pochi episodi di fanservice per uomini in Kuroshitsuji.

Approdo su questo Blog con quest'argomento, che mi sta particolarmente a cuore per più di un motivo, che elencherò più avanti. :)

Comunque, parto dando una definizione generale di Fanservice: è un termine gergale usato, soprattutto con riferimento ad anime e manga, per indicare l'attenzione prestata da parte della produzione circa particolari marginali o gratuiti che non hanno un peso reale sulla trama, ma sono presenti solo per soddisfare le richieste di un certo tipo di pubblico (per dare, appunto, un servizio ai fan). Di solito quando si parla di fanservice si fa riferimento a quello di tipo sessuale, ma ce ne sono anche di altri tipi. [Tratto da Wikipedia]

Oggi noi andremo ad approfondire solo una di queste tipologie, ossia quella sessuale, che è notevolmente la più comune e utilizzata tra le varie tipologie di fanservice. E’ una tipologia rivolta per la maggior parte al pubblico maschile di anime/manga/videogiochi, che di certo non si dispiacciono di ciò. Per fortuna certi autori si preoccupano anche di noi donne, anche se in misura notevolmente minore; comunque, una cosa che ho riscontrato in questo tipo di Fanservice è che può essere usato e mostrato nei modi più diversi, e per spiegarvelo prenderò ad esempio vari anime/manga/videogiochi. 

Partiamo da uno dei fanservice più plateali e scontati che si possano trovare: “Culi e Tette Ovunque”.
Tipico esempio di fanservice "Culi e Tette Ovunque", nel manga Fairy Tail.
Questa tipologia di Fanservice l’ho riscontrata in particolare nel manga “Fairy Tail” di Hiro Mashima, nell’anime “Kill la Kill” della Aniplex e dello Studio Trigger, e in altri manga minori.
Questo tipo di fanservice è assolutamente esplicito: mette in campo donne molto belle e sovrasviluppate, con scene di nudo suggerito, parziale o totale, inserite tra una vignetta e l’altra, senza nessuna connessione logica e nessun rispetto dell’anatomia, perché nessuna donna normale può avere una decima di reggiseno, senza poi portarsi dietro una gobba peggio della Bestia Disney.
Perché sì, cari Mangaka, quelle palle da bowling che mettete addosso alle vostre signorine, PESANO!


Comunque, passiamo a un altro tipo di fanservice, che io trovo molto più subdolo e sgradevole di quello appena citato, ossia il “Fanservice per Fanminkia”. Questo tipo di Fanservice, che fino ad ora ho riscontrato esclusivamente in Naruto, si divide poi in due filoni minori, che sarebbero il “Faccio ciò che dicono i Fan” e il “Road to Shipwar”: il primo è un tipo di fanservice basato sul fatto che l’autore cede alle richieste dei fan, dandogli ciò che vogliono. E’ un tipo di fanservice che è stato fatto anche in Dragon Ball (Vegeta è stato risparmiato grazie ai fan), ma che ha portato il manga di Kishimoto a fare acqua da tutte le parti. Il secondo è il tipico fanservice Kishimoniano, che manda messaggi contraddittori da tutte le ship più quotate tra i fan (anzi, tra LE fan), in modo da spingere a finire di leggere, perché altrimenti non avrebbe altro modo di vendere il suo pidocchioso colabrodo, cosa confermata dalla totale caduta delle vendite.

Pochi dei troppi momenti di fanservice "Road to Shipwar".



Ma andiamo avanti. Il “Road to Shipwar” – chiamato così perché causa le così dette Shipwar nel Fandom – è sicuramente rivolto al pubblico femminile, quindi dirigiamoci, seguendo la sua scia, verso i tipi di fanservice rivolti a noi donne. Uno dei gruppi di Mangaka più abili in questo campo è di certo quello delle C.L.A.M.P., che usano i due metodi tipici per attirare l’attenzione di noi donzelle: il “Quanti Stereotipi” e quello “Slash, Slash Ovunque.”. Il primo si esplica nel fatto che le protagoniste, o altri personaggi femminili del manga, sono sempre circondate da diversi personaggi maschili assolutamente stereotipati, come “Il secchione”, “Il Principe”, “Lo Sportivo”, “Quello Problematico” etc. Il secondo invece lascia intravedere relazioni omosessuali tra alcuni pg maschili, senza però dare conferma, se non alla fine, in modo da fare incuriosire le lettrici.
Pur essendo le CLAMP molto navigate in questo tipo di Fanservice, ritroviamo i due generi in diversi altri manga, come Kuroshitsuji/Black Butler o Host Club.
Esempio plateale di "Slash, Slash Ovunque".

Comunque, chiudo qui questo breve articolo, sperando di aver suscitato almeno un po' di curiosità :)
A presto :)